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Information warfare” è un concetto complesso che ha diverse dimensioni e significati. Dal punto di vista offensivo il termine “Information warfare” si riferisce ad attacchi informatici o comunicativi/mediatici, tesi ad aggredire, danneggiare, sottrarre o manipolare le “informazioni” di un avversario, ovvero a manipolare le sue percezioni della realtà o i suoi stati psicologici.
Le tecniche offensive di information warfare  vengono applicate sia in contesti di conflittualità bellica sia, più in generale, in tutte le arene competitive politiche ed economiche. Lo scopo è sempre volto a conseguire un vantaggio competitivo sull’avversario attaccandolo con strumenti informatici, mediatici o dell’intelligence/controintelligence.
L’information warfare  comprende pertanto un ampio spettro di minacce, dalle operazioni   di disinformazione tese a manipolare le percezioni dei decisori politici o a diffondere stati di confusione e panico tra la popolazione, alle aggressioni cibernetiche di vario tipo.
Gli analisti prendono in considerazione quattro tipi principali di minaccia cibernetica alle società tecnologicamente avanzate:
1) La ciber-guerra;
2) Il ciber-terrorismo/ciber-eversione;
3) Il ciber-spionaggio;
4) La ciber-criminalità.
Si tratta di fenomeni in rapida evoluzione. Mentre attualmente sono il ciber-spionaggio e la ciber-criminalità a provocare i danni maggiori alle società avanzate (insidiando i loro sistemi economici), in un futuro non lontano  i maggiori rischi per la sicurezza potrebbero venire dalla cyber-war e dal cyber-terrorism. Diversi Stati hanno già acquisito la  capacità di effettuare attacchi cibernetici contro infrastrutture critiche civili e militari di altri Paesi.
I fenomeni di information warfare e le minacce provenienti dal ciberspazio rappresentano una sfida inedita del XXI secolo e richiederanno profondi mutamenti nei modi di pensare e organizzare la sicurezza dei sistemi-paese e delle aziende.

 Quesiti della conferenza
I quesiti che verranno posti nel corso della conferenza sono i seguenti:
1. Qual è il profilo e il livello delle principali minacce di information warfare e di  ciber-aggressione  (ciber-guerra, ciber-terrorismo/ciber-eversione, ciber-spionaggio, ciber-criminalità) alla sicurezza dell’Italia? Come potrebbero evolversi a medio e lungo termine?
2. Quali sono le ripercussioni attuali e potenziali di tali fenomeni per la sicurezza nazionale italiana nelle sue varie dimensioni (sicurezza militare, sicurezza interna dello Stato, sicurezza economico-finanziaria nazionale, sicurezza e competitività  delle imprese  nazionali d’importanza strategica)?
3. Quali sono le più efficaci contromisure e gli strumenti operativi e giuridici per contrastare e contenere le minacce dell’information warfare offensiva?
4. Come rafforzare le capacità di protezione delle informazioni e di ciber-difesa del sistema governativo, del sistema militare e delle imprese? Come potenziare le capacità della comunità di Intelligence di prevenire eventuali attacchi di information warfare alle infrastrutture critiche civili o militari?
5. Quali sono i connotati del nuovo information warfare battlespace, che oggi include le infrastrutture di importanza vitale per il funzionamento dell’economia, del sistema governativo e degli apparati militari e di sicurezza delle società avanzate?
6. Come promuovere e sviluppare  la cooperazione fra organismi governativi civili e militari,  imprese e mondo accademico e della ricerca scientifica nelle attività di contrasto alle minacce cibernetiche e di information warfare?
7. Quali potrebbero essere i lineamenti fondamentali di una strategia di sicurezza nazionale nel campo della ciber-sicurezza e dell’information warfare?